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La Sleeve gastrectomy (SG) è detta anche gastrectomia verticale o “a manica” (sleeve in inglese vuole dire manica) perchè in questo intervento viene asportata una parte dello stomaco in modo tale che la parte che rimane è costituita da un tubulo gastrico che sembra la prosecuzione dell’esofago e che richiama l’aspetto di una manica di camicia.

Questo intervento viene eseguito come tutti gli altri tipi di interventi in chirurgia bariatrica in laparoscopia e rappresenta uno dei tipi di chirurgia restrittiva perchè comporta una riduzione del volume gastrico limitando in misura elevata l’introito di cibo essendo il volume dello stomaco residuo di circa 150 ml.: viene asportato il fondo ed il corpo gastrico eseguendo l’applicazione di una suturatrice meccanica iniziando da circa 6 cm a monte del piloro sulla grande curvatura mantenendosi paralleli alla piccola curvatura gastrica e procedendo verso il cardias sulla guida di una sonda di calibrazione introdotta per bocca fino allo stomaco. La rima di sutura costituisce un elemento a rischio di sanguinamento o di deiscenza per cui sono stati proposte diverse tecniche di rinforzo con suture in materiale a lento riassorbimento, posizionamento di una serie di clips oppure con strisce di materiale di rinforzo già presenti sulla suturatrice.

Il calo ponderale successivo all’intervento è all’incirca del 50-55% e principalmente dovuto alla riduzione dell’introduzione di alimenti per precoce sensazione di sazietà per riempimento dello stomaco residuo. Un secondo meccanismo di funzionamento dell’intervento è presente, cioè la ridotta secrezione di grelina, un ormone prodotto anche da cellule gastriche situate nel fondo gastrico, che quindi vengono rimosse nella parte di stomaco asportato, che contribuisce a determinare senso di sazietà. La grelina ha una azione oressizzante cioè provoca sensazione di fame per cui la diminuzione della sua produzione comporta anche una ridotta sensazione di fame oltre che precoce sazietà per il meccanismo restrittivo.

Un aspetto importante è che la sleeve gastrectomy era stata inizialmente introdotta come prima fase della diversione biliopancreatica con duodenal switch per indurre un iniziale calo ponderale nei pazienti superobesi, essendo stato osservato da analisi dei tassi di mortalità e morbilità che in questi pazienti ad alto rischio eseguire un intervento complesso come il duodenal switch determinava maggior mortalità e complicanze postoperatorie. Pertanto si eseguiva la sleeve gastrectomy (che è la prima parte dell’intervento di diversione biliopancreatica con duodenal switch) che è un intervento più veloce e con minori rischi e complicanze in modo da portare ad una riduzione di peso portando il paziente alla seconda parte dell’intervfento dopo alcuni mesi quando il peso non scendeva più. Da questo si è osservato che molti pazienti raggiungevano un calo ponderale molto soddisfacente e pertanto non era necessario eseguire la seconda parte dell’intervento, così questo tipo di gastrectomia si è costituita con intervento vero e proprio.

La sleeve gastrectomy si è anche dimostrata un intervento molto apprezzato, oltre che per la sua sicurezza ed i suoi risultati, anche che per le minori complicanze e la migliore qualità di vita dei pazienti. Infatti in precedenza gli interventi restrittivi praticati erano in bendaggio gastrico e la gastroplastica verticale (nelle sue diverse varianti tecniche) che comportavano la necessità di una dieta più difficile da seguire, inoltre il bendaggio gastrico presenta maggiori complicanze a lungo termine, come lo slippage, l’erosione gastrica, oltre a svariati problemi legati al port di gonfiaggio ed al tubo di connessione.

Pertanto le indicazioni alla sleeve gastrectomy si sono allargate perchè può essere per alcuni pazienti il solo intervento che si renderà necessario per perdere peso, mentre per altri costituirà il primo passo potendo essere completato in bypass gastrodigiunale, diversione biliopancreatica con switch duodenale oppure mini gastric bypass. A questa versatilità si aggiunge che la sleeve gastrectomy ha presentato migliori risultati rispetto al bendaggio gastrico, che peraltro tende a creare un cercine fibroso sullo stomaco che non sempre consente di eseguire un secondo intervento quando deve essere rimosso in particolare se c’è stata erosione gastrica. Inoltre non c’è dumping syndrome e se la compliance del paziente è buona anche il vomito non è molto presente.

L’unico aspetto sfavorevole è che la sleeve gastrectomy comporta l’asportazione di parte dello stomaco per cui è irreversibile da un punto di vista anatomico.

In alcuni pazienti si è osservato infine che dopo tempo lo stomaco residuo può dilatarsi ed è in discussione la possibilità di eseguire la re-sleeve gastrectomy cioè una seconda sleeve gastrectomy perchè si è visto che in alcuni casi ha un’efficacia anche dopo il secondo intervento. In alcuni casi infatti il primo intervento non era stato corretto da un punto di vista tecnico essendo la tasca troppo larga fin dall’inizio.
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